« Il naturismo è un modo di vivere in armonia con la natura, caratterizzato dalla pratica della nudità in comune, allo scopo di favorire il rispetto di se stessi, degli altri e dell'ambiente »
 
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 Lettera ad un amico...

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Marcolino
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Località: Muggiò (MI)
Data d'iscrizione: 26.11.08

MessaggioOggetto: Lettera ad un amico...   Sab Mar 26, 2011 10:56 pm

Caro mio,
oggi ripercorro continuamente il passato e con la mente ritorno a quando eravamo bambini e giocavamo a "11" in piazzetta, o a ping pong all'oratorio, alle splendide gite ed ai sermoni che spesso ci faceva Don Mario..
Allora forse la malattia gia' era parte di te ma nessuno di noi sapeva, forse nemmeno tu..soltanto la tua famiglia credo abbia sempre sostenuto questo insopportabile fardello..noi eravamo felici e spensierati, ci divertivamo un sacco, eppure quell'infame malattia era sempre li' con noi, con te.

Piano piano siamo cresciuti, condividendo belle esperienze, la piazzetta era come una seconda casa..quante partite a pallone ci facevamo.. e la bastarda malattia giocava in mezzo a noi, dentro di te; quante storie di amori giovanili, di ragazze.. ah se quelle panchine in piazzetta potessero parlare!!!?

Poi siamo diventati grandi, la vita ci ha fatto un po' perdere di vista, ma l'amicizia e' rimasta, ed ogni volta era sempre un piacere reincontrarci.
Ricordo bene il giorno in cui per la prima volta ti vidi camminare con difficolta', non ci vedevamo da un pezzo, per me fu una bella botta apprendere cosa ti stesse accadendo, lentamente, inesorabilmente da sempre..
E sapere che nessuno potesse fare qualcosa soltanto perche' in questa schifosa societa' nessuno investe nella ricerca se non ha un tornaconto economico e' stato veramente deprimente, desolante, disarmante.

Ti ricordi quella sera quando con la mia Uno scassata abbiamo tentato di arrivare in Svizzera senza fari???..eravamo proprio dei fuori di testa, ma eravamo uniti, ci sentivamo forti...che belli che eravamo.

Da allora ogni volta che ci siamo visti era per me speciale, importante.. e pensare che prima non attribuissi particolare valore al tempo trascorso insieme mi fa sentire un idiota sebbene non possa attribuirmene colpa alcuna.

La bastarda (cosi’ la chiamo io perche’ il nome vero non l’ho mai imparato) nel frattempo avanzava, e tu piano piano ti sei spento, allontanandoti dagli amici forse per pudore, forse per altro, solo tu sai perche'...fino a non potere neppure piu' muoverti, parlare; sapere che non volevi neanche ricevere visite e' stato davvero triste, sapere che non avrei piu' potuto nemmeno salutarti un grande dolore, che mi ha accompagnato fino ad oggi, mi accompagnera' ancora a lungo.. ma ho capito, ho accettato.

Sapere che oggi la bastarda ha avuto il sopravvento portandoti con se', malgrado il tuo attaccamento alla vita, che tu abbia terminato il tuo calvario mi da' leggero sollievo;
pensare che ora sei lassu' libero da quel corpo in cui sei stato prigioniero per gli ultimi anni, libero di correre e cantare nel Regno dei Cieli mi conforta, e spero con tutto il cuore che questo pensiero riesca a confortare anche i tuoi cari, soprattutto la tua mamma, il tuo papa' e tua sorella che sempre hai avuto vicino fino alla fine, ed a cui ora rivolgo un caldo, sincero ed affettuoso abbraccio.

Ciao Giacomo, ci incontreremo di nuovo un giorno, solo Dio sa' quando, ma tu aspettami che ci beviamo una birra insieme.

Marco
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